Moregallo - Cresta O.S.A. - 24/03/2012

 

Esattamente un'anno fa mi trovavo impegnata con Daniele
a percorrere la ferrata del Corno Rat.
Durante la salita verso San Tomaso mi disse che un giorno mi
avrebbe portato a fare la Cresta O.S.A.
Dopo il Corno Rat però la mia voglia di fare
itinerari con parecchia esposizione era praticamente nulla.

Poco tempo dopo con Andrea andai a fare il Canale Belasa
e anche lui mi disse la stessa cosa e anche a lui
risposi che "non se ne parlava proprio"
troppa paura e insicurezza.

Ora dopo un'anno in cui i miei amici
mi hanno riportato pian piano a fare cose sempre più impegnative
e "difficili" mi ritrovo ad aver voglia di provarci.

Basta poco per convincere Daniele a tentare la salita,
lui, amante della roccia, su questi itinerari è perfettamente a suo agio.
Purtroppo Andrea non può venire a causa di altri impegni,
ma con noi c'è Velio....che ormai è entrato di diritto
a far parte del mio harem di angeli custodi !

L'appuntamento è per le 7.30 a Valmadrera,
lasciata una macchina nel primo parcheggio
saliamo fino al Belvedere dove fortunamente c'è ancora
qualche posto libero.

Ci prepariamo velocemente e partiamo.
finita la strada carrozzabile incontriamo una cappelletta,
qui occorre prendere il sentiero n 7 per il fontanino di Sambrosera,
ma come si può notare anche la cresta O.S.A è già segnalata.

Le calde luci del mattino illuminano il Resegone e il lago di Lecco

Già dai primi passi possiamo ammirare la stupenda cresta
che andremo a percorrere, ebbene si è proprio quella
che ho evidenziato con un lieve colore arancio
da questa prospettiva le alte guglie in primo piano
ci nascondono i primi due tiri, ma già così si percepisce
la bellezza di questa salita.

Pochi metri prima della fonte prendiamo un bivio
a destra, nel bosco fa un gran caldo! dopo i quasi 600 mt di dislivello
arriviamo all'attacco della via sudati fradici.

Un veloce spuntino e indossiamo
imbago e caschetto.
Daniele estra dal suo zaino una serie di "ferraglia"
di cui mi domando in silenzio l'utilità..
io profana di arrampicata non conosco neanche i nomi
di tutte quelle cose... però devo dire che,
utili o non utili, in foto sono molto coreografici !!!

Daniele assaggia la roccia alla base del primo tiro
e cambia espressione...gli rimarrà per tutto il giorno
uno sguardo felice, come se fosse drogato..
è proprio un'animale da roccia!

Sale leggiadro e da sotto
ho quasi l'impressione che sia proprio facile
questo primo pezzo.
La relazione che abbiamo stampato e portato con noi
parla di un tiro lungo 35m
con passaggi di II, III e III+
e per me questi son solo numeri senza un significato
che però scoprirò presto.

Velio fa sicura con tranquillità,
lui si che ne capisce qualcosa di corde, rinvii e affini

Daniele prepara la sosta e ora tocca a noi,
parto con Velio vicino pronto
a soccorrermi se ce ne fosse bisogno.
Cerco di mettere in pratica tutti i suggerimenti
che mi sono stati dati nelle gite precendenti
e riesco magicamente a non "brasarmi le braccia"
già nei primi metri....
e questo è un gran successo

Contrariamente a quello che pensavo
non ho paura ne dell'esposizione che qui è costante
ne delle difficoltà che incontro in alcuni passaggi.
Trovo anche il tempo di fare un servizio fotografico
agli uomini e, a fine giornata, scoprirò di aver scattato ben 188 foto
lungo la via.

il secondo tiro lungo 25 mt prevede un traverso
dietro ad alcuni speroni di roccia...io odio i traversi
e in questo, benchè breve, faccio perdere un pò di tempo
cercando di capire come scavalcare una profonda spaccatura
tra due sassi .. anche se lo so che basterebbe fare un semplice passo,
lo spettro della gamba che potrebbe non reggere è sempre
presente.

Dritto sopra i bastoncini di Daniele
c'è l'attacco del terzo tiro.

Che passa proprio li,
osservo Daniele e mi domando se ce la farò mai a passare anch'io,
anche se lui mi dice "tranquilla è peggio da guardare che da fare"

il terzo tiro è lungo 45mt
e presenta passaggi di III+ definiti "faticosi"
alternati ad altri di II, II+ e III

Daniele prosegue, ma la corda si incastra,
lui non può tornare indietro
e allora per liberarla parte Velio in salita libera..
ora tocca a me salire e sono senza angeli custodi alle spalle..
Velio mi aspetta la davanti e mi incoraggia,
un'attimo di concentrazione e via
mano, mano, piede, piede, piede, piede
e ancora mano e poi piede su una solida scaglietta..
ed è vero, era più difficile da guardare che da fare !!


(foto di Velio)

Saliamo in un'ambiente stupendo, selvaggio al punto giusto
soprattutto oggi che, stranamente, ci siamo solo noi ed altre 3 persone

Laggiù la "civiltà" che avvolge il Monte Barro,
peccato per la foschia che non ci permette di godere appieno del panorama

in sosta i nostri moschettoni ..

li osservo e penso che sembrano le nostre vite..
noi, perfetti sconosciuti fino a quasi un'anno fa,
ci siamo incontrati per caso
e oggi siamo insieme su queste rocce,
legati da una corda che non è solo quella di nylon.
E' strana la vita, quando meno te l'aspetti
ti regala delle persone, un pò strane ma meravigliose,
con cui condividere le passioni, le idee, le gioie e i momenti bui

Daniele parte per il quarto tiro,
le difficoltà aumentano, la relazione indica passaggi di
IV, IV+ per poi tornare a III e II
aumenta anche l'esposizione,
che peraltro su questa via non manca mai

Daniele si diverte parecchio
mentre io valuto se sia possibile
passare in un canale alla sinistra di questa roccia
che per me sarebbe alquanto difficoltosa

Sempre più in alto

Pagina 2

Camminando